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Gli Stati generali della cultura: Valorizzare il patrimonio. Ora o mai più

Pubblichiamo integralmente il bell’articolo likato sulla nostra Rassegna stampa dedicata alla musica classica, dall’articolo originale http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-06-13/-stati-generali-cultura-valorizzare-patrimonio-ora-o-mai-piu-150410.shtml?uuid=AB80XuQB

Gli Stati generali della cultura: «valorizzare il patrimonio. Ora o mai più»

«Valorizzare il patrimonio. Ora o mai più»: questo è l’obiettivo essenziale che l’Italia si deve porre, e proprio da questo tema chiave prende le mosse la terza edizione degli Stati Generali della cultura, promossi dal Sole 24 Ore in collaborazione con Fondazione Roma, che si svolgerà giovedì 19 giugno a Roma, presso l’Auditorium Conciliazione, con la partecipazione del Ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini e del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini.

L’ evento prosegue il dibattito lanciato dal Sole 24 ORE due anni fa, il 19 febbraio 2012, col Manifesto della cultura (intitolato “Niente cultura, niente sviluppo”) e presentato sulle pagine del supplemento culturale “Domenica”.
Un dibattito nel corso del quale Il Sole 24 ORE ha insistito molto sul tema degli sgravi fiscali e che ha portato i primi frutti durante il governo Letta con il decreto Valore cultura, e successivamente con le disposizioni dell’attuale governo e del nuovo Ministro del Mibac Franceschini in tema di defiscalizzazione dei beni culturali.

Proprio il tema del legame tra arte, cultura, imprese e del suo rafforzamento sarà l’oggetto della terza edizione degli Stai Generali della Cultura, che si concentrerà su fruibilità delle opere, investimenti in cultura e sul binomio vincente Arte e Made in Italy.
L’incontro, alla presenza del presidente del Gruppo 24 ORE Benito Benedini e del direttore Roberto Napoletano, vedrà l’intervento di Emmanuele Emanuele (presidente Fondazione Roma) sul valore e promozione della cultura; i lavori, moderati dal Vicedirettore di Radio 24 Sebastiano Barisoni, proseguiranno con un confronto tra Andrea Carandini (Presidente FAI Fondo Ambiente Italiano) e Armando Massarenti (Responsabile Il Sole 24 ORE Domenica) sul tema “Fruibilità delle opere: proposte a confronto. La defiscalizzazione dei beni culturali e le nuove azioni per il rilancio”, nel corso del quale verrà analizzato l’impatto sul sistema cultura delle norme del decreto sulla defiscalizzazione, con l’obiettivo di evidenziare le opportunità che la relazione tra pubblico e privato può aprire ed i vantaggi che possono derivare in termini di tutela del patrimonio.

Quest’ultimo tema verrà ripreso anche attraverso l’analisi di alcune casistiche italiane nel corso del dibattito “Arte e Made in Italy: un binomio vincente nel mondo”, a cui prenderanno parte Christian Greco (Direttore Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino), Massimo Osanna (Soprintendente Pompei e Ercolano), e Antonio Paolucci (Direttore Musei Vaticani), Anna Coliva (Direttrice Museo e Galleria Borghese) e Carla Fendi (Presidente Fondazione Carla Fendi). Poi gli interventi di Stefania Giannini (Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e di Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali e del Turismo).

Le conclusioni della giornata saranno a cura del Direttore del Sole 24 ORE Roberto Napoletano.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito dedicato: www.statigeneralidellacultura.ilsole24ore.com

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Inflazione e indice Istat dell’aprile 2014

dal sito http://news.avvocatoandreani.it/articoli/indice-istat-di-aprile-2014.html pubblichiamo integralmente questo interessante articolo:

In aumento l’indice Istat di Aprile. Rialza la testa l’inflazione, anche se di poco.

Indice Istat di Aprile 2014L’indice Istat FOI relativo al mese di Aprile 2014, utilizzato per le rivalutazioni monetarie di affitti, pensioni ed assegni di mantenimento per il coniuge separato, aumenta di qualche decimo di punto portandosi a quota 107,2.

La variazione annuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che va utilizzata ad esempio come base per l’adeguamento annuale del canone di locazione, torna al livello di due mesi fa (+0,5%).

L’inflazione acquisita per il 2014 sale allo 0,3%, dallo 0,2% di marzo.

Tabella riepilogativa (*):

Indice generale FOI 107,4
Variazione percentuale rispetto al mese precedente 0,2
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente + 0,5
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti

+ 1,6

(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta gli ultimi indici istat.

La prossima pubblicazione dell’indice Istat è prevista per

Venerdi 13 Giugno 2014

Ricordiamo le nostre applicazioni di calcolo che utilizzano dell’indice Istat FOI:

(*) I valori per il calcolo del maggior danno vengono aggiornati quando la Banca d’Italia pubblica i rendimenti medi dei BOT ed il valore del “rendistato”, operazione che normalmente avviene alcuni giorni dopo rispetto alla pubblicazione dell’indice Istat.

Per calcolare rapidamente l’ adeguamento ISTAT del canone di locazione rispetto all’anno precedente puoi utilizzare questa applicazione o, se preferisci il calcolo manuale, puoi avvalerti delle variazioni percentuali precalcolate al 75%, al 50% ed al 100%, disponibili nell’apposita tabella pubblicata mensilmente ad ogni aggiornamento dell’indice Istat.

NOVITA’:

Da febbraio l’adeguamento istat, la rivalutazione monetaria, la devalutazione e l’ultimo indice Istat sono disponibili anche sul nuovo Sito per Dispositivi Mobili al menu “Rivalutazioni Istat”.

NOTA: per utilizzare le applicazioni sulla nuova piattaforma mobile non è necessario scaricare o installare alcun software ma è sufficiente disporre di una connessione internet (mobile o WiFi) e connettersi con il normale browser del palmare (chrome, safari ecc.).

Per conoscere l’ andamento storico dell’indice ISTAT FOI sono disponibili anche le tabelle interattive delle variazioni congiunturali a partire dal 1947:

– variazioni indice istat rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

– variazioni indice istat rispetto allo stesso mese di due anni prima

– variazioni indice istat mese su mese

– variazioni indice istat rispetto all’ultimo mese di rilevazione

– coefficienti di rivalutazione mensili tra due date

 


Informativa Istat sull’andamento dei prezzi

Nel mese di aprile 2014, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,6% nei confronti di aprile 2013 (dal +0,4% di marzo), confermando la stima preliminare.

Il rialzo dell’inflazione su base annua è principalmente imputabile all’accelerazione della crescita su base annua dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti e alla riduzione dell’ampiezza della flessione tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati.

L'”inflazione di fondo”, al netto degli alimentari freschi e dei beni energetici, sale all’1,0%, dallo 0,9% di marzo; al netto dei soli beni energetici, si porta allo 0,9% (da +0,8% del mese precedente).

Il rialzo mensile dell’indice generale è da ascrivere agli aumenti – su cui incidono fattori stagionali, quali le festività pasquali – dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,2%) e di quelli Ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,0%).

L’inflazione acquisita per il 2014 sale allo 0,3%, dallo 0,2% di marzo.

Rispetto ad aprile 2013, i prezzi dei beni diminuiscono dello 0,2% (era -0,3% a marzo) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi sale all’1,4%, dall’1,0% del mese precedente.

Pertanto, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di tre decimi di punto percentuale rispetto a marzo 2014.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona non variano su base mensile e crescono dello 0,5% su base annua (in rallentamento dal +0,7% di marzo).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto sono stabili rispetto al mese precedente e crescono dello 0,5% nei confronti di aprile 2013 (era +0,4% a marzo).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,5% in termini sia congiunturali sia tendenziali (la stima preliminare era +0,6%), con un’accelerazione della crescita su base annua di due decimi di punto percentuale rispetto a quanto riscontrato a marzo (+0,3%). Al rialzo congiunturale contribuisce anche il rientro definitivo dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e dello 0,5% rispetto ad aprile 2013.

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Il nuovo obbligo del POS per imprese e lavoratori autonomi

dal sito http://www.cgiamestre.com/2014/06/obbligo-pos-per-imprese-e-autonomi-costo-medio-annuo-di-1-200-euro/ pubblichiamo integralmente questo interessante articolo:

OBBLIGO POS. Per imprese e autonomi costo medio annuo di 1.200 euro

A partire dal prossimo 30 giugno, le imprese e i lavoratori autonomi saranno tenuti ad accettare i pagamenti superiori ai 30 euro anche attraverso le carte di debito. In altre parole dovranno dotarsi del POS (Point of sale). Per le attività che si stanno attrezzando per attivare questa modalità di pagamento i costi da sostenere non saranno indifferenti.

Al netto delle offerte contrattuali che alcune banche stanno proponendo ai propri migliori clienti, secondo le stime realizzate dalla CGIA su un campione significativo di istituti di credito italiani, un’azienda con 100.000 euro di ricavo annuo, con il POS, tra canone mensile, canone annuale e la percentuale di commissione sull’incasso, dovrà sostenere una spesa media annua di 1.200 euro.

Oltre a questo, il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, solleva un altro aspetto molto penalizzante per una serie di attività di carattere artigianale:

Gli idraulici, gli elettricisti, i falegnami, gli antennisti i manutentori di caldaie, nonché i loro dipendenti e collaboratori, spesso si recano singolarmente presso la dimora o l’immobile del committente. Questo comporta che ciascun dipendente e collaboratore dovrà essere dotato di un Pos. Il legislatore ha idea di quali costi dovranno sostenere queste aziende?”.

Prosegue Bortolussi: “La norma non fa distinzioni, e si rivolge a tutte le imprese che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi.

Mentre nella relazione illustrativa alla norma si precisava che l’obbligo riguarda solo i soggetti che svolgono la loro attività verso i privati, nel testo finale della legge non vi è traccia di questa limitazione. Di conseguenza, una interpretazione letterale consente di affermare che sono obbligati a dotarsi di POS anche coloro che effettuano un’attività verso altri imprenditori o lavoratori autonomi. Si pensi all’autotrasportatore, alle aziende subfornitrici, all’impresa di pulizie che lavora per gli studi privati o per gli enti pubblici, ai commercianti all’ingrosso. Tutte attività che nella prassi quotidiana ricevono già adesso pagamenti tracciabili”.

Inoltre, a rendere questa disposizione molto criticabile vi è il fatto che dovranno dotarsi di POS anche le imprese che pur lavorando con i privati ricevono normalmente pagamenti tramite bonifico. Si pensi ai concessionari di auto, di moto, alle imprese edili che effettuano interventi di ristrutturazione.

Sebbene non siano previste sanzioni per chi non adempie, la novità viene vissuta con “fastidio” e come un ulteriore costo per le attività economiche.

Per avere una idea delle cifre in gioco la CGIA ha stimato i costi annui ipotizzando un volume di transazioni pari a 100.000 euro. Sono state applicati i costi medi come rilevati dai fogli informativi su un campione di 10 banche presenti a livello nazionale. Per ogni tipologia di POS il costo varia, si passa dalla versione base a quella priva di collegamento con fili (Cordless) al modello che si utilizza anche fuori sede (GSM).

Poiché le spese per l’utilizzo del POS sono deducibili ai fini del reddito di impresa, accanto al “Costo totale” (somma del canone annuo e delle commissioni % sull’incassato), si è stimato il costo netto, cioè il costo totale al netto delle imposte che si risparmiano grazie alla deducibilità dell’onere in questione.

CLICCA QUI PER LEGGERE IL COMUNICATO STAMPA E VISUALIZZARE LA SIMULAZIONE SUI COSTI DEL POS.

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Canone anche sui computer. Rivolta contro l’estorsione Rai

da “Il giornale” http://www.ilgiornale.it/news/interni/canone-anche-sui-computer-rivolta-contro-lestorsione-rai-1032296.html

Un imprenditore di Como lancia la sfida: “Non lo pagherò mai, ora mi vengano pure a prendere”

Furioso. Giorgio Colombo, 59 anni, firma d’eccellenza, per tradizione di famiglia, dei Cantieri Nautici con sede a Grandola e Uniti è furioso.

Sdegno che tracima il suo, mentre sventola il bollettino che gli ha inviato la Rai: 407,35 euro di «canone speciale» perché, con il pc che ha in azienda, potrebbe guardare la tv.

«Ma vi pare possibile? Siamo qui in cantiere tutti i santi giorni a spaccarci la schiena, da una vita, e la Rai ci viene a chiedere questi denari per qualcosa che neanche sappiamo se e come si possa riuscire a combinare. L’unico computer ci serve per i fornitori, per tenerci al passo con l’evoluzione della cantieristica e per le mille procedure burocratiche imposte dallo Stato assieme a una fiscalità senza pari nel mondo. E adesso è arrivata anche la Rai ad appiopparci questa nuova tassa camuffandola come un pagamento dovuto per godere della tv». Se vogliamo dirla tutta e bene è praticamente un tentativo di estorsione. Ecco perché si accendono di indignazione i computer della piccole e medie imprese artigiane, come denunciato anche dal quotidiano locale la Provincia di Como. Perché è da qui, chissà poi perché, che è cominciato il grande «rastrellamento» della Rai. Una raccolta di denari arrivata, come fanno notare i funzionari della Cna di Como, al Cantiere nautico di Giorgio Colombo ma anche a metalmeccanici, ad alimentaristi, persino ad un paio di auto-demolitori. «Siamo all’assurdo- sottolineano nel quartier generale della Cna in viale Innocenzo XI – perché molti di questi titolari di imprese artigiane sanno a stento come funziona un computer, figuratevi se si sognano di andare a capire se nel loro pc è installata o meno la scheda del sintetizzatore che permettere di guardare le trasmissioni televisive». 
Invece è vero il contrario. Che sui video dei pc, delle piccole e medie imprese della provincia di Como, è comparso un enorme punto esclamativo. Il punto esclamativo della protesta. Della rabbia di chi si sente braccato, vessato. Di chi vuole urlare il proprio no all’ennesima provocazione. Di chi non ci sta alla libertà vigilata e condizionata adesso anche dalla Rai.

Un’esasperazione che, ancora una volta le parole di Giorgio Colombo, presidente, tra l’altro, della Cna di Menaggio evidenziano concretamente: «Sa che cosa le dico e che cosa mando a dire ai signori della Rai ? Che questa è una follia, soltanto una pura follia. Vengano pure a prendermi con il carro armato, se credono, ma io non intendo pagare e non pagherò mai una tassa così ingiusta. Lo scriva, lo scriva, lo scriva pure. Vengano. Io sono qui ad aspettarli. Per dimostrare, una volta di più, che questo è anche un Paese fatto di gente che, dalla mattina alla sera sgobba per rimanere a galla. E mai questo termine è stato più appropriato in un settore come il nostro. Qui in provincia siamo tutti sconcertati. Pensavamo che si trattasse di un errore. Di uno scherzo, addirittura. E invece? Ecco il bollettino».

Si sforzano di rassicurare e spegnere le tensioni alla sede centrale della Cna di Como: «Qualche anno fa la Rai ci aveva già provato. Poi tutto era rientrato. Ora ci riprova, con la scusa che, oltre alla radio, che un imprenditore può tenere in azienda e al pc, eventualmente dotato di sintonizzatore, ci sono anche gli smartphone con cui, in teoria si può accedere ai programmi televisivi. Ma noi, che ci stiamo muovendo anche a livello nazionale per tutelarci, consigliamo ai nostri associati della provincia di non perdere tempo in risposte inutili. Eppure la situazione rischia di degenerare perché, se questo tentativo di racimolare denari andrà a coinvolgere più o meno tutte le nostre imprese si parla di diciottomila associati. E le prime avvisaglie non fanno altro che alzare la tensione dato che, da tre giorni a questa parte, stiamo ricevendo decine di telefonate di protesta per questi bollettini». Come dire? Da Como prove generali di ennesimo saccheggio nelle tasche degli italiani. Un programma monotono che può avere effetti collaterali: nel caso migliore sbadigli, nel caso peggiore fuga per la salvezza verso altri lidi. E se va in onda la provocazione allora spegniamola con il telecomando della protesta.

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Canone Rai, pioggia di solleciti agli imprenditori: “Richieste illegittime”

da: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/canone-rai-pioggia-di-solleciti-agli-imprenditori-richieste-illegittime-1911543/

downloadROMA – In questi giorni su milioni di imprenditori italiani si sta abbattendo, per l’ennesima volta, un’alluvione di solleciti di pagamento del canone speciale Rai. Richieste che, però – segnala Confartigianato – nella maggior parte dei casi sono illegittime perché rivolte ad aziende che non possiedono apparecchi radio-televisivi e quindi non devono pagare alcun abbonamento.

A far scattare la protesta di Confartigianato è la richiesta del tributo applicato al possesso non solo di televisori, ma anche di qualsiasi dispositivo per ricevere il segnale tv, inclusi i sistemi di videosorveglianza. Come dire che ad un imprenditore basta possedere un impianto antifurto per essere costretto a pagare una somma che, a seconda della tipologia di azienda, va da un minimo di 200 euro fino a 6.800 euro l’anno.

Chi non paga è soggetto a pesanti sanzioni e a controlli da parte degli organi di vigilanza. Secondo Confartigianato, quella del canone speciale Rai è una richiesta assurda perché vengono ‘tassati’ strumenti di lavoro che gli imprenditori utilizzano non certo per guardare i programmi Rai.

Il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti si è rivolto al ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi chiedendo un intervento immediato per modificare le norme che impongono il pagamento del canone ed escludere dall’applicazione del tributo gli apparecchi che fungono inequivocabilmente da strumento di lavoro per gli imprenditori.

“Pagare il canone Rai – sottolinea Merletti – è un obbligo per tutti coloro che in azienda posseggono radio e televisioni. Ma non accettiamo il metodo di rastrellare risorse imponendo il pagamento indiscriminatamente a tutti gli imprenditori, dando per scontato che posseggano uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. In questo momento di gravi difficoltà per i nostri imprenditori, di tutto abbiamo bisogno tranne che di altri balzelli così onerosi, assurdi e illegittimi”.